L’ex teatro Principe è interrato (lo show sarà al piano -2 ossia a 5/6 metri sottoterra)
“Guarda che è sottoterra, eh?”. Dopo l’ennesimo direct social sull’ex Teatro Principe, location della imminente e chiachieratissima residency di Marco Mengoni (qui le date), per pura curiosità, mi sono messa a fare qualcosa di straordinario: ho googlato. E non ho trovato niente a riguardo: ‘sottoterra’ non risultava in nessun articolo, non era esplicitato su TicketOne, né sul sito ufficiale della venue. Nemmeno nel comunicato stampa di lancio di questa bella e nuova (fino a un certo punto perché l’aveva già messa in piedi Paola Iezzi, come ricorda il sempre ottimo Michele Monina), iniziativa. Strano. È un’informazione che vorrei avere prima di comprare qualunque biglietto, anche a prescindere dal prezzo. Piuttosto di trovarmi in loco, la sera dello show, e scoprirlo lì. Addentrandomi nel sito ufficiale dell’ex Teatro Principe, location non così conosciuta a Milano perché in genere noleggiata per eventi privati e conferenze aziendali, trovo le planimetrie della struttura: ‘Piano Terra’, ‘Primo Piano Interrato’, ‘Secondo piano interrato’. Ve le mostro qui di seguito.



È stata una sorpresa. Non ne avevo sentito parlare da nessuna parte. Per quanto la conferenza di presentazione della residency si sia tenuta proprio all’ex Teatro Principe, in via Bligny 52, alla presenza di tanti giornalisti ed esattamente lì, nel secondo piano interrato che ospiterà il palco e la platea (sia seduta che in piedi: in tutto circa 234 persone paganti in quella sala). Come mai scrivo che si troveranno a 5-6 metri sottoterra? Perché lo si può decifrare, credo sia il termine più appropriato, da due numeri piccoli piccoli che compaiono in planimetria: ossia -2.80 e -5.60, preceduti da quel simbolo a forma di mirino. Per intenderci, questi:

La piantina mostrata su TicketOne non li indica, né precisa che lo show si terrà in sotterranea. E qui va aggiunto che né TicketOne né Live Nation né la comunicazione di Marco Mengoni o qualunque altro soggetto coinvolto nell’organizzazione dell’evento abbia alcun dovere legale di esplicitarlo. La piantina che trovate sul sito di vendita dei biglietti ha scopo soltanto illustrativo e commerciale. Come da note asteriscate sottostanti (quelle che mai nessuno legge, ndr), è mera rappresentazione della location, non ‘deve’ dare tutte le informazioni, può scegliere quali e se omettere. Non c’è neanche alcuna responsabilità, vale per ogni concerto/evento non soltanto per questa residency di Marco Mengoni, in caso di modifiche ai settori fino al giorno stesso (compreso) dello show. Esiste quindi la possibilità, in generale, di comprare un posto e poi trovarti lì, al grande giorno, da tutt’altra parte? Sì. Ed è anche già successo, per esempio nel caso dei tre concerti di Olly allo Stadio Ferraris di Genova questa estate - peccato il mio pezzo a riguardo sia curiosamente ‘sparito’ dal web. Comunque è rimasto il post Instagram. E non si muove da là. Eccolo.
Perché stare a 5-6 metri può essere un problema (e come risolverlo)
Ora che lo sapete, potete affrontare il fatto che lo show sarà interrato. In particolare, ci sono condizioni di salute per cui questo può essere problematico: cardiopatie, diabetici, claustrofabici, persone con asma grave, tra gli altri. Com’è noto, lo spettacolo sarà ‘offline’, ovvero gli smartphone verranno imbustati all’ingresso. Poco male perché vista la struttura ipogea, là sotto non prenderebbero comunque. Ecco, se per motivi di salute è invece importante per voi avere lo smartphone sempre a portata di mano (perché vi monitora il battito cardiaco, per esempio), dovrete presentarvi in biglietteria con certificato medico. Così, sarete esentati dal divieto e potrete godervi lo spettacolo tenendo il cellulare - senza, ovvio, mettervi a filmare o fotografare alcunché. Per tutti gli altri, in caso di qualsiasi emergenza, vi sarà concesso di uscire dal teatro, tornare in reception a ‘sbustare’ il telefono e usarlo in una zona apposita dove avrà sia linea che connessione, messa in piedi dall’organizzazione. Auguri, poi, a ritornare al ‘vostro’ posto, nel caso in cui l’aveste comprato in piedi e non ‘seduti’. Ma tant’è.
Solo un quinto del pubblico pagante vedrà (bene) lo show: 100 persone su 500 a serata
Veniamo ora alla struttura. Con una piccola precisazione a monte: la conferenza stampa si è tenuta in quello che poteva sembrare una sorta di ‘cantiere’, ma si trattava soltanto di una scelta scenografica. A parte l’ovvio, ossia l’adattamento della location per fini di design e/o musicali-visivi, non verrà intrapreso alcun lavoro all’interno del teatro. Che resterà appunto com’è per tutte e 26 le date della residency mengoniana. Bene. Ecco la piantina ‘illustrativa e commerciale’ che compare su TicketOne per la vendita:
Studiando le planimetrie, e come riporta anche il sito ufficiale della location, salta fuori che il palco sia di 36 mq. 36 mq che ospiteranno per tutte le serate 11 artisti fissi in scena più Marco Mengoni. Ognuno di questi 11 avrà un proprio strumento musicale, oltre alla voce. Si va da un pianoforte verticale a un organo, perfino. Come descritto dalla stampa ‘niente di digitale, sarà uno show 100 % analogico’. Ciò comporta, comunque, un grande affollamento on stage che si può raccontare come ‘jam session’ e che lo sarà. Allo stesso tempo, resta un muro di gente che canta e suona roba (anche) ingombrante sopra uno spazio piccolo. Inevitabilmente, questo è un primo ostacolo lato visuale del pubblico pagante: l’oggettiva ammucchiata in scena. Rispetto agli altri che sto per elencare, in ogni caso, rimane infinitesimale.
Ora, passiamo ai settori. Con una brutta notizia: se consideriamo sold out una qualunque delle 26 date, ci saranno 500 persone paganti. E soltanto un quinto di loro si potrà godere ‘per bene’ lo spettacolo.
Il problema: per come è strutturata la logistica, tra platea e balconata si può stimare che soltanto un quinto del pubblico totale avrà una ottima visuale dello show. Gli altri 400, invece no. Facendo i calcoli sull’intera durata della residency, stiamo parlando di 2600 che si godranno tutto lo spettacolo per bene contro 10400 che, invece, no. E tale discrimine, a sorpresa, non dipende dal prezzo del biglietto.
Per spiegare quali siano le anomalie (comunque perfettamente legali), tocca per forza includere i prezzi dei biglietti (per intero, ossia comprese commissioni e oneri vari). Come minimo, si pagano 125,50 per stare nella Balconata o nella Platea in piedi. Come massimo, 187 euro per la Platea Centrale e anche per quella Laterale. Poi c’è il pacchetto ‘Vip’ che dà la possibilità di stare seduti dietro al palco (248,50 euro a testa).
L’anomalia principale riguarda il fatto che non tutti quelli che hanno sborsato la stessa cifra, avranno la possibilità di viversi ‘bene’ lo spettacolo. Gli unici posti che, ragionevolmente, garantiscono visuale perfetta sono quelli della ‘Platea Centrale’, ossia quattro file, ognuna da 10 posti, di fronte al palco. In totale, 40 persone che spendono 187 euro a testa e si godranno davvero ciò per cui hanno pagato.
La ‘Platea Laterale’ costa uguale, sempre 187 euro, ma essendo di fianco, in pratica a lato del palco, impedisce una buona visuale. Anzi, il pubblico seduto lì, 24 persone disposte su due file, dovrà stare costastemente con la testa girata a 90 gradi, quasi ‘di profilo’, in pratica. C’è ogni chance di perdersi parti della scenografia e di avere la visuale ostruita da eventuali casse, fari ecc. Eppure, il loro biglietto ha lo stesso prezzo dei 40 seduti in ‘Platea Centrale’. È legale? Sì. Perché i costi seguono un criterio commerciale (spiegato spiccio: più sei vicino al palco, più paghi) senza tener in considerazione l’effettiva esperienza che avrà poi lo spettatore. Sarebbe stato sensato mettere due fasce di prezzo diverse per la Platea Centrale e per quella Laterale, ma l’organizzazione non è tenuta a farlo. Perciò, non lo fa. E nemmeno ‘deve’ dirlo esplicitamente. La dicitura ‘visibilità limitata’ che di fatto qui esisterà nel concreto, a norma di legge deve essere espressa soltanto in caso di strutture dovute alla conformazione della location che ostacolano fisicamente la visuale degli spettatori. Se non ce ne sono, per quanto la visuale effettiva non sia buona, l’organizzazione non è legalmente tenuta a esplicitarlo.

I posti a sedere saranno in totale 100 tra Platea Centrale (40), Platea Laterale (24) e il settore Vip, quello dietro al ‘Palco’ che ospiterà 16 persone a serata che avranno pagato 248,50 euro a testa (incluse commissioni e oneri vari) per vedere lo show ‘da dietro’. Situazione del tutto ipotizzabile ancora prima dell’acquisto, ma di fatto pure qui si paga la ‘vicinanza al palco’ e la ‘seduta’ più che la visuale. Se poi consideriamo i 36 mq di scena e i dodici artisti di stanza permanente, forse questi qui del pacchetto ‘Vip’ Mengoni lo intuiranno per sbaglio. Davanti si troveranno un ‘muro di gente’, con tanto di strumenti ingombranti, e disposti su due file per starci. Suoneranno e canteranno. Di spalle. Per 248,50 euro. Valutate pure da voi se sia un grande affare.
Alla fine dei conti, per quanto riguarda i posti a sedere, solo 40 persone su 100 potranno godersi realmente lo show. Nonostante chi ha pagato per il pacchetto ‘Palco’ abbia speso 61,50 euro in più rispetto ai privilegiati della Platea Centrale. 248,50 euro contro 187.
Veniamo ora ai posti in piedi della Platea, a quanto risulta dalla piantina di TicketOne disposti a ‘L’ e ovviamente a partire da dietro le quattro file della Platea Centrale. 234 persone in totale. Per quanto riguarda loro, la situazione è la seguente: chi primo arriva, meglio alloggia. Anche se tutti hanno pagato 125,50 euro. Se ti ritrovi nel lato corto della ‘L’ è chiaro che non vedrai lo spettacolo come quelli che staranno nelle prime file di mezzo, subito dietro alla Platea Centrale. Le porte dell’ex Teatro Principe di Milano, per ogni mengoniana serata, si aprono alle 18.30. Quindi tocca arrivare per primi ed essere davvero ‘Pronti a correre’ per posizionarsi al meglio possibile, ossia centrali. La differenza è che ora lo sapete con certezza. Come sapete con altrettanta certezza che, pur avendo pagato la stessa cifra (125,50 euro) non vedrete tutti lo stesso concerto. O letteralmente il concerto in generale. Ancora, avrebbe avuto senso fare più fasce di prezzo (a scalare) anche per i posti in piedi in Platea a 5-6 metri sottoterra. Ma non è successo perché non è un ‘dovere’ da parte di chi stabilisce il tariffario. L’unico criterio, legittimo, è commerciale e di ‘vicinanza’ al palco, non implica l’effettiva visuale e/o esperienza concreta dello spettatore.
Arriviamo alla Balconata. Qui siamo a circa 3 metri sottoterra. Si godrà lo spettacolo per bene, con ottima prospettiva ‘dall’alto’, soltanto chi riuscirà ad accaparrarsi la zona centrale, stavolta in piedi: 30-40 persone in totale. Tutti gli altri vivranno gli svantaggi di avere (tanta) gente di fronte e/o di ritrovarsi sempre più laterali a cercare di ipotizzare cosa stia succedendo su un palco di 36 mq e affollatissimo, due metri e mezzo sotto di loro. Per quanto riguarda l’acustica, non so dire. Di certo, più ci si avvicina alle casse, quindi più si è laterali, meno l’esperienza sarà gradevole e godibile.
Quali posti ‘conviene’ comprare?
Non ‘conviene’ comprare i posti più costosi, per esempio il pacchetto ‘Vip’ che consente di stare seduti dietro al palco per 248,50 euro a testa. Quindi il prezzo maggiore qui non è sinonimo di effettiva ‘qualità’.
I posti migliori per potersi godere la serata sono:
Platea centrale (187 euro a testa): 40 posti a sedere, purtroppo tutti già sold out per ognuna delle 26 date, disposti in quattro file da dieci davanti al palco. Comunque, a 5.60 metri sottoterra.
Balconata in piedi (125,50 euro a testa) ma solo se: riuscite una volta sul posto ad aggiudicarvi la ringhiera centrale e a essere tra le prime 30-40 persone che si collocano lì. Visione ‘dall’alto’ ottima, effetto panoramico pazzesco. Per tutti gli altri che si ritroveranno da qui in poi, andando verso il lato sinistro o quello destro non importa, auguri e che Mengoni ve la mandi buona.
Platea in piedi (sempre 125, 50 euro) ma solo se riuscite a piazzarvi centrali: nient’altro da aggiungere. Qui si vede bene soltanto se state subito dietro alle quattro file sedute della Platea Centrale. Perciò o avete la fortuna di correre veloce e di potervi presentare in loco ore prima rispetto all’apertura delle porte (18.30), oppure anche qui la vostra visuale sarà compromessa: dalle persone che vi ritroverete davanti, dal fatto di ritrovarvi nel lato corto della ‘L’ e così via. Di nuovo: auguri e che Mengoni ve la mandi buona.
Le anomalie (legali) nei prezzi dei biglietti:
Premessa: come già detto e ribadito, è tutto perfettamente legale. Nessuno vi sta ‘truffando’, la vendita a questi prezzi è lecita perché il criterio del tariffario è commerciale e non tiene conto dell’effettiva esperienza che avrà lo spettatore. Nè ‘deve’ tenerne conto.
Allo stesso tempo, si verificano una serie di anomalie, nel concreto. Per esempio, succede che chi spende ‘di meno’ veda meglio di chi ha speso di più:
I 24 posti della Platea Laterale costano uguale ai 40 della Platea Centrale. Ossia 187 euro. Eppure, l’esperienza per gli spettatori dei due settori sarà molto diversa per non dire opposta. Ottima nella Platea Centrale, di sbieco per quella Laterale. Che non vedrà lo stesso show.
I 24 ‘fortunati’ della Platea Laterale che hanno speso 187 euro, se la passeranno, pur stando seduti, molto peggio rispetto a chi ne ha sborsati 125 e riesce a inserirsi, in piedi, subito dietro alla Platea Centrale. C’è una differenza di 62 euro che balla qui.
Chi ha speso la stessa cifra, non vedrà ‘lo stesso’ concerto:
Tutte le persone che spenderanno o avranno speso 125 euro (per la Platea in piedi o per la Balconata in piedi) non otterranno in cambio la medesima visione dello show. Se ciò è plausibile e ‘ci può stare’, a logica sarebbe stato meglio prestabilire fasce di prezzo diverse (per esempio, inferiori per i posti in piedi laterali - sia in Platea che in Balconata). Meglio per gli spettatori, ovvio, non per i criteri (legittimi) dell’organizzazione.
Alla fine, chi si gode per davvero lo show? 100 persone a serata (su 500)
Tiriamo le somme: a godersi lo show per davvero e senza intoppi saranno le 40 persone sedute in Platea Centrale più 30-40 che riusciranno ad agguantare i posti in piedi della Balconata centrale (in alto). Insieme a una ventina di spettatori sempre in piedi subito dietro alla Platea Centrale, possiamo stimare che in totale stiamo parlando di 100 persone paganti - cifre diverse. Su 500, se consideriamo ogni data sold out. Un quinto.
Riprendendo quanto già precedentemente esposto, ossia calcolando le 26 serate di residency, si arriva a 2600 fortunati contro 10400 che lo saranno, per forza, di meno. O proprio per niente.
Forse conta soltanto ‘esserci’, come ripetono siti e giornali: siamo tutti ‘malati di FOMO’. Personalmente, sto al mondo da abbastanza tempo per ricordare quando i concerti erano attività ricreative e spensierate, tempo libero di cui godere insieme. Cantando, vedendo e sentendo tutto, tutti. In superficie. Non si stava affatto male.
Ho scritto questo pezzo, come tanti altri in precedenza, gratis e soltanto per cercare di fornire informazioni utili a chi acquista o vuole acquistare. Trovo corretto mettere a disposizione quante più carte in tavola possibile, visto che non si parla di due spicci. Come, del resto, per ogni altro ‘grande evento’ e/o concerto. Che costa sempre più spropositi ma, a quanto pare, sarebbe importante comprendere le spese di organizziozioni multimiliardarie e artisti arcimilionari. E sarebbe più importante rispetto a considerare quelle che sono le nostre tasche. A me non importa quanto fatturi ‘davvero’ Mengoni da questa residency, se sia San Francesco, un avido riccastro o una persona spocchiosa per come ha presentato il progetto. Trovo tutte queste cose polemiche sterili che fan da dissuasori del traffico, distraggono da ciò che abbiamo davanti davvero. Tipo, per esempio, quanto siamo chiamati a spendere (ogni volta) e per cosa. Oltre alle logiche di marketing, e a prescindere dal cantante di turno, sarebbe necessario provare a dire alle persone cosa stiano comprando e perché. Di certo prima di far loro la solita morale sull’abusatissimo adagio ‘la gente è scema, signora mia, guardate come butta via i soldi’. So anche che il migliore dei modi per nascondere qualcosa, nel qui e ora, è scriverne. Qualunque articolo è in abbonamento, esiste un’unica narrazione e diventa ben difficile, magari pur volendo, andare oltre al titolo prima di commentare e/o comprare. Spero, perché purtroppo nasco e morirò idealista, d’aver fatto qualcosa di utile. Consapevole che, in ogni caso, verrà ignorata nel mare magnum della caciara. Se sei arrivato a leggere fin qui, ti ringrazio. Io scrivo per noi.





Non che sia argomento di particolare interesse, ma, quindi, mi pare di capire, la location scelta non consente nemmeno di ipotizzare la presenza di spettatori disabili (sono in sedia a rotelle). Bel risultato, nel 2026... dopo che ci frangono gli attributi con Diversity, Equity & Inclusion ad ogni piè sospinto.
E chissà se anche questo articolo sparirà dal web…
Attenderò con ansia le proteste per la cattiva experience di chi avrà speso tanti soldi per una serata.